Wednesday, 13 March 2013

Don't ask to me why!!!


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Tuesday, 22 January 2013

Loro non lo sanno.


-“Quando hai deciso che dovevi essere perfetta? “-

Alice mi guardò con sincerità e determinazione e questo mix mi spaventò, così stetti zitta.

-“ Quando hai deciso che non potevi fallire? Che non potevi deludere le tue, le loro aspettative? Quando hai deciso che mandare tutto all’ aria non poteva essere da te? Che loro sapevano chi eri, cosa volevi, dove stavi andando? Quando? “-

Non ci feci caso sul momento, ero in trans, non la sentivo quasi, non mi interessava perché non facevo che credere che nulla potesse consolarmi, nessuna parola avrebbe mai potuto risollevare quel momento.

Ho guardato il soffitto per tre giorni ripetendomi che avevo fallito o forse erano loro a ripeterlo. Le loro voci infatti le percepivo nel silenzio … e le ascoltavo … le loro voci mi tuonavano nel cervello, mi martellavano i timpani, le loro voci erano così vere  da essere diventate la mia.

-“Loro non lo sanno”- “Ricordalo”- mi disse e poi se ne andò.

Sono una che si mette in gioco, che si mette in dubbio, che si mette alla prova … insomma sono una che nelle situazioni ci si mette.

Ma non sono una che rischia, ho uno spirito di sopravvivenza molto sviluppato e voglio cadere sempre in piedi … se possibile.

Ecco perché ci sono milioni di cose che non ho imparato …
Cavalcare, sciare, pattinare … il mio maestro di sci mi diceva: “ Tu non hai paura, è solo che non vuoi rischiare di cadere “-
Nessuno ascolta i profili psicologici che fa un maestro di sci … fatto sta che oggi le sue parole mi sembrano vere come se a dirle fosse stato il Dalai Lama.

Ecco perché la vita mi ha lanciato questa palla curva …
Mi ha trascinato molto in basso … sono per  terra … perché capissi che da qui la testa può solo guardare su, che non succede niente a cadere … a cadere si cade … non è così strano in fondo.

Adesso non mi vergogno più ad avere le mani sporche di fango, da quaggiù stranamente non le sentivo più le loro voci, le loro volontà …
Ma sentivo un'altra voce … più flebile e smarrita … un timido incoraggiamento a fare cose che non avevo mai considerato … che non erano affatto nei miei piani … e infatti corrucciavo la fronte con ghigno di scherno e sfiducia … ma continuavo lo stesso a sentirlo quel richiamo … Da dove veniva? Chi era a rimescolare le carte? A dire cose mai sentite? A parlare a vanvera?

Chiunque fosse era insistente … perché da sussurro diventò un urlo che squarciò le pareti di quel buco nero e mi obbligò ad alzarmi e quasi mi spingeva ad andare, mi conduceva non so dove e io incredula lo seguivo … ed un tratto capì …

Loro non lo sanno, ma io si.

Martina

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